Ammortizzatori sociali: pubblicato il decreto per ulteriori 4 settimane da fruire entro il 31 agosto

Il Decreto Legge 52/2020 ha introdotto la misura che attendevamo sugli ammortizzatori sociali, ovvero la possibilità di utilizzare in via anticipata le 4 settimane previste per settembre-ottobre. Attualmente il quadro è il seguente: 9 settimane previste dal Decreto Cura Italia, ulteriori 5 settimane da utilizzare una volta esaurite le prime 9 previste dal Decreto Rilancio, altre 4 settimane che con il Decreto 52/2020 (senza nome) potranno essere fruite terminate le 9+5, per un totale di 18 settimane. C’è un motivo per il quale continuiamo a tenerle separate ed è che all’Inps andranno richieste con domande distinte e previa informativa ai sindacati.
I termini di presentazione delle domande all’Inps è entro la fine del mese successivo a quello in cui è stato utilizzato l’ammortizzatore, ed è un termine decadenziale. Significa che, qualora si presentasse in ritardo la domanda, il datore di lavoro se la vedrebbe respingere senza possibilità di appello. Chi non avesse ancora presentato la domanda per i periodi che vanno dal 23 febbraio al 30 aprile, avrà tempo fino al 15 luglio; per le domande relative a maggio, in fase di prima applicazione, il termine ultimo sarà il 17 luglio. Ci sono ulteriori novità per quei datori di lavoro che non anticipano il trattamento Inps: l’Inps, su richiesta, anticiperà al lavoratore il 40% del trattamento, facendo apposita domanda telematica.
Una volta elaborati gli stipendi, il termine per richiedere il saldo della prestazione è sensibilmente ridotto. Il datore di lavoro dovrà inviare all’Inps il modello SR41 contenente tutti i dati per il pagamento diretto della prestazione entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale. Anche questo è un termine a pena decadenza: se il datore di lavoro non invierà i dati entro la scadenza prevista, l’onere del pagamento della prestazione lavorativa (anche se non resa) e dei contributi relativi, ricadrà su di lui. Inoltre, nel caso in cui avesse richiesto l’anticipazione del 40% della prestazione, l’Inps provvederà a recuperare anche questo importo, non dal lavoratore, ma direttamente dal datore di lavoro.

nota a cura della dr.ssa Marina Ferretti, membro Consulta Nazionale CNEC