Misure urgenti per il rilancio dell’economia

Riepiloghiamo di seguito i principali provvedimenti del “DL Agosto”. Contenuti e struttura sono quelli che hanno caratterizzato una po’ tutta la normativa di emergenza susseguita in questi mesi per fronteggiare l’emergenza sanitaria e la crisi economica.

L’art. 1 – proroga di altre 9 settimane, e sino a un massimo complessivo di 18, la durata della cassa integrazione in deroga Covid-19 introdotta dal DL 18/2020 (artt. da 19 a 22-quinquies). La proroga è concessa ai datori di lavoro cui siano già state interamente autorizzate le prime 9 settimane ed è soggetta ad un contributo, rispettivamente, del 9% e del 18% qualora il fatturato (primo semestre 2019 Vs primo semestre 2020) si sia ridotto di meno del 20% o addirittura non si sia ridotto. Nessun contributo addizionale è dunque richiesto a chi ha patito una riduzione del fatturato superiore al 20%, L’obiettivo, in sintesi, è dare, seppur in modo differenziato, copertura all’onda lunga della crisi anche a favore di chi ne ha patito meno gli effetti nella prima fase.

L’art. 3 – anche in questo caso a tutela della base occupazionale – esonera i datori di lavoro dal versamento dei contributi a carico azienda per un massimo di quattro mesi e nei limiti del doppio delle ore di CIG già fruite a maggio e giugno 2020. Pena però la proroga (come per chi non ha fruito integralmente almeno delle 9 settimane di CIG in deroga Covid-19) della preclusione all’attivazione di procedure di licenziamento.

L’art. 5 – estende a luglio e agosto la copertura di NASPI e DIS-COLL.

L’art. 6 – esonera per sei mesi dal versamento contributivo le nuove (comprese le conversioni dei rapporti a tempo determinato) assunzioni a tempo indeterminato disposte sino al 31 dicembre di quest’anno (con limite di valore dell’esonero di 8.060 euro da parametrare su base mensile).

L’art. 7 – estende l’esonero contributivo (per un massimo di tre mesi) ai contratti a tempo determinato e stagionali nei settori tristici e termali.

L’art. 8 – consente la proroga sino al 31 dicembre 2020 dei contratti a termine anche in assenza delle condizioni prescritte dal 1° comma dell’art. 19 del D. Lgs. N. 81/2015.

L’art. 9 – prevede l’assegnazione di una indennità una tantum di 1.000 euro ai lavoratori autonomi e subordinati, già destinatari dell’indennità COVID-19 per i mesi di marzo, aprile e maggio. Il nuovo bonus spetta ai lavoratori stagionali e ai lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali che, privi di altre forme di sostegno, hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020. La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano gli stessi requisiti, nonché ai lavoratori dipendenti stagionali.
Il bonus può essere richiesto alle medesime condizioni anche:
– dai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza da COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro;
– dai lavoratori intermittenti con almeno 30 giornate lavorate tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020;
– dai lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 sono stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del C.C. e che non abbiano un contratto in essere alla data del 15 agosto 2020.

L’art. 12 – assegna un bonus di 600 euro ai lavoratori sportivi privi di altre forme di sostegno che hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività in conseguenza dell’emergenza epidemiologica.

L’art. 13 – prevede l’erogazione per il mese di maggio 2020, a carico del Fondo per il reddito di ultima istanza, di una indennità di 1.000 euro a favore dei soggetti già destinatari di tale misura di sostegno e privi di altri redditi.

L’art. 14 – in relazione alla proroga della CIG – Covid-19, estende sino al 6 novembre 2020 le disposizioni che sospendono i licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo.

L’art. 27 – riconosce una agevolazione contributiva per l’occupazione in aree svantaggiate del Sud. Più precisamente, per i rapporti di lavoro dipendente con sede situata in regioni che nel 2018 presentavano un PIL pro capite inferiore al 75% della media EU27 o comunque compreso tra il 75% e il 90%, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale, è previsto l’esonero esonero dal versamento dei contributi nella misura del 30% di quelli ordinariamente dovuti.
L’agevolazione è concessa dal 1ottobre al 31 dicembre 2020, previa autorizzazione della Commissione europea.

L’art. 29 – allo scopo di ridurre le liste di attesa, consente agli Enti del SSN/SSR di avvalersi sino al 31 dicembre di quest’anno di prestazioni aggiuntive del personale già in forza, di reclutare nuovo personale a tempo determinato e incrementare il monte ore dell’assistenza specialistica ambulatoriale convenzionata interna.

L’art. 32 – (Misure per l’edilizia scolastica, per i patti di comunità e per l’adeguamento dell’attività didattica per l’A/S 2020-2021), al comma 4, prevede che al personale scolastico e al personale coinvolto nei servizi erogati dalle istituzioni scolastiche in convenzione o tramite accordi, non si applichino le modalità di lavoro agile di cui all’articolo 263 del DL 34/2020.

L’art. 39 – incrementa di 1.670 milioni il fondo per l’esercizio delle funzioni degli enti locali a ristoro della perdita di gettito connessa all’emergenza in itinere. 1.220 milioni saranno destinati ai Comuni e 450 milioni alle provincie e città metropolitane, mediante riparto approvato con Decreto entro il 20 novembre 2020 previa intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali.

L’art. 58 – stanzia 600 milioni per il 2020 a favore del fondo per la filiera della ristorazione. Il fondo è finalizzato all’erogazione di un contributo a fondo perduto alle imprese in attività al 15 agosto 2020 con codice ATECO prevalente 56.10.11, 56.29.10 e 56.29.20, per l’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio. Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2019 ai soggetti che hanno avviato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019.

L’art. 59 – prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto a favore delle attività economiche e commerciali nei centri storici. Il contributo è erogato agli esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nelle zone A o equipollenti dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana che, in base all’ultima rilevazione disponibile, abbiano registrato presenze turistiche di cittadini residenti in paesi esteri:
a) per i comuni capoluogo di provincia, in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti negli stessi comuni;
b) per i comuni capoluogo di citta’ metropolitana, in numero pari o superiore a quello dei residenti negli stessi comuni.
Il contributo spetta a condizione che il fatturato e i corrispettivi riferito al mese di giugno 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del giugno 2019.
Il contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra fatturato 2020 e 2019 (giugno):
a) 15% per i soggetti con ricavi non superiori a 400 mila euro nel 2019;
b) 10% con ricavi o compensi 2019 da 400 mila euro a 1 milione;
c) 5% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a un milione.
Con un minimo di 1.000 euro e un massimo di 150 mila euro.

L’art. 63 – prevede eccezionalmente che le deliberazioni condominiali inerenti l’approvazione dei lavori di efficientamento energetico soggetti ad ecobonus siano valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio.

L’art. 64 (comma 3) – estende a tutte le attività degli enti non commerciali (non più solo quelle considerate commerciali), compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, le disposizioni in materia di Fondo di garanzia per l’accesso al credito.

L’art. 65 – proroga sino al 31 gennaio 2021 le misure di moratoria per le PMI di cui all’art. 56 del d.l. n. 18/2020.

L’art. 71 – prevede che alle assemblee delle società per azioni, società in accomandita per azioni, delle società a responsabilità limitata, delle cooperative e delle mutue assicuratrici convocate entro il 15 ottobre 2020 continuino ad applicarsi le disposizioni semplificate previste dai co. da 2 a 6 dell’articolo 106 del DL 18/2020.

L’art. 78 – esonera dal pagamento della seconda rata dell’IMU per i seguenti immobili:
a) stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché stabilimenti termali;
b) immobili iscritti alla categoria catastale D/2 e pertinenze, immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività;
c) immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
d) immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi proprietari ne siano anche gestori;
e) sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i relativi proprietari ne siano anche gestori.
L’art. 81 – introduce, con limite complessivo a 9 milioni di euro, un credito di imposta pari al 50% delle spese sostenute da imprese, lavoratori autonomi e enti non commerciali per investimenti in campagne pubblicitarie, incluse sponsorizzazioni, nei confronti di leghe, società e associazioni sportive aderenti al Coni.

L’art. 97 – concede una ulteriore rateizzazione per i versamenti sospesi ai sensi degli artt. 126 e 127 del DL 34/2020. I versamenti in parola possono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, per il 50% in unica soluzione entro il 16 settembre ovvero (per questo stesso 50%) in quattro rate mensili di pari importo con il versamento della prima rata sempre entro il 16 settembre 2020. Il restante 50% può essere versato, sempre senza applicazione di sanzioni e interessi, in 24 rate mensili di pari importo con il versamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021.

L’art. 98 – proroga, per i soggetti ISA che hanno subito un calo dei ricavi (primo semestre 2020 vs primo semestre 2019) pari ad almeno il 33%, al 30 aprile il versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP, dovuto per il periodo d’imposta 2020.

L’art. 99 – proroga al 15 ottobre 2020 la sospensione della riscossione coattiva.

L’art. 110 – introduce per le società e gli enti commerciali che non adottano i prinicpi contabili internazionali la possibilità di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni risultanti nel bilancio 2019, ad esclusione degli immobili merce. La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio o rendiconto relativo al 2020, può essere effettuata distintamente per ciascun bene e deve essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.
Il saldo attivo di rivalutazione può essere affrancato, anche in parte, con l’applicazione di un’imposta sostitutiva nella misura del 10% da versare in un massimo tre rate (saldo imposte esercizio, e rate successive saldo imposte esercizi successivi).
Il maggior valore attribuito ai beni può essere riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap a decorrere dall’esercizio successivo mediante il versamento di un’imposta sostitutiva del 3% per i beni ammortizzabili e non ammortizzabili.
Anche a questa ipotesi di rivalutazione, in quanto compatibili, si applicano le disposizioni degli articoli 11, 13, 14 e 15 della legge 21 novembre 2000, n. 342, quelle del regolamento di cui al DM finanze 13 aprile 2001, n. 162, nonche’ quelle del regolamento di cui al DM Eeconomia e delle finanze 19 aprile 2002, n. 86, e dei commi 475, 477 e 478 dell’art. 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311.

L’art. 112 – eleva a 516,46 euro per il 2020 l’importo del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dall’azienda ai lavoratori dipendenti che non concorre alla formazione del reddito ai sensi dell’arti. 51, comma 3, del Tuir (welfare aziendale).

nota a cura della dr.ssa Laura Torella, consulente fiscale CNEC