Come riconoscerlo e proteggersi.
La dinamica del raggiro
- La telefonata iniziale: Un uomo ha contattato la comunità spacciandosi per un Maggiore dei Carabinieri. Ha chiesto direttamente se l’interlocutrice fosse l’economa e se si occupasse della gestione dei conti, per individuare chi avesse operatività bancaria e accesso al computer.
- Il falso allarme: Il truffatore ha sostenuto che sul conto corrente dell’istituto vi fossero “movimenti sospetti”, creando urgenza e preoccupazione. Per acquisire fiducia, si è offerto di assistere la suora nella compilazione di una denuncia.
- La richiesta di accesso remoto: Con il pretesto di formalizzare la denuncia, ha guidato la suora su un sito web, chiedendole di inserire dati e autorizzare l’accesso da remoto al proprio computer.
Fortunatamente, la suora ha riconosciuto in tempo gli elementi anomali, interrompendo la procedura ed evitando possibili danni economici o furti di dati
Regole di prudenza e prevenzione
Diffidate di chiunque chieda al telefono di accedere a siti web o di installare programmi per il controllo da remoto del PC. Le Forze dell’Ordine non richiedono mai tali procedure telefonicamente.
Non inserite mai dati bancari o credenziali su indicazione di interlocutori telefonici.
Non autorizzate mai l’accesso al computer a sconosciuti, anche se dichiarano di voler offrire assistenza.
In caso di dubbio, chiudete la chiamata e contattate direttamente le Forze dell’Ordine tramite i numeri ufficiali (es. 112).
