Enti religiosi e accesso ai superbonus

A seguito delle numerose richieste pervenute sul tema, si trasmette in allegato una risoluzione (risposta all’interpello n. 14, clicca qui) diramata nella giornata di ieri 7 gennaio 2021 che, con riferimento al superbonus 110%, specifica che “la norma non indica espressamente tra i soggetti beneficiari del Superbonus gli enti religiosi, i quali, pertanto, potranno fruire del superbonus se rientrano anche tra i soggetti di cui alla lettera d-bis) del citato comma 9 (ODV, ONLUS e APS). Diversamente, tali enti potranno beneficiare del superbonus solo per le spese sostenute per interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici in condominio, qualora partecipino alla ripartizione delle spese in qualità di condomino”.
La risoluzione chiarisce che “agli interventi di cui all’art 16-bis del TUIR, comma 1lett. a) e b) […] che la corrispondente detrazione spetta ai contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato, che in base a un titolo valido possiedono o detengono immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale e relative pertinenze, situati nel territorio dello Stato. Pertanto, le richiamate disposizioni non si applicano agli enti non commerciali”. Viene confermato, invece, l’accesso ai benefici fiscali per gli interventi rientranti nel cosiddetto “sismabonus” e nel cosiddetto “ecobonus” (artt. 14 e 16 D.L. 63/2013) per i quali l’ente religioso potrà beneficiare anche delle opzioni del cosiddetto “sconto in fattura” ovvero della “cessione del credito”.
La pronuncia riveste particolare importanza anche in relazione alla fattispecie trattata di conduzione, in parte indiretta (da parte di un istituto religioso), dell’unità immobiliare di esclusiva proprietà di una parrocchia.

nota a cura del dr. Antonio Fiorilli, consulente fiscale CNEC