Vaccinazioni contro il covid-19

Vaccino anti covid-19: l’INAIL, con la Nota operativa n. 2402 del 1° marzo 2021, ha stabilito che il rifiuto di vaccinarsi contro il covid-19, configurandosi come esercizio della libertà di scelta del singolo individuo rispetto ad un trattamento sanitario, ancorché fortemente raccomandato dalle autorità, non può costituire il presupposto per non garantire la tutela assicurativa dell’infortunato.

Obbligo di vaccinazione: il DL 44/2021 introduce l’obbligo di sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da covid-19 per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori sanitari che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’esercizio delle suddette professioni, pena la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implichino contatti interpersonali o comportino, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da covid-19. In tale ultima ipotesi spetterà al datore di lavoro adibire il lavoratore, se possibile, a mansioni, anche inferiori, diverse da quelle a rischio, con il relativo trattamento economico. Qualora, invece, non sia possibile, al lavoratore non sarà dovuta la retribuzione per l’intero periodo di sospensione, ovvero fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021.

nota a cura del dr. Pietro Valla, consulente del lavoro CNEC,
pubblicata in data 30 aprile 2021